Ondate terrificanti ed enormi di frasi si accavallano, inseguendosi e sfasciandosi sulle scogliere della mia comprensione.
E con crescente angoscia e desiderio vado avanti nella lettura precipitando assieme ai due protagonisti in un maelström inatteso, rinchiuso anch’io e saldato in un guscio di legno.
Indugiamo nel buio, loro ed io nella Baia della fame.
E mentre leggo attendo di capire dove l’autore, quest’uomo per me venuto dal nulla, mi voglia condurre.
Cosa mi vuol far vedere, cosa lascerò dopo?
Un viaggio allucinatorio in un ambiente pompeiano. Una scalata verso una meta impossibile; una montagna di corpi pietrificati.
Una lunga sequenza di inquietudine preparata nella prima parte del libro in un infernale banchetto in cui l’equipaggio fece ricorso all’estrema spaventosa risorsa.
Due uomini affamati e coi polmoni esausti in un mondo estraneo, purpureo e lontano.
Un “dolce contatto di lacrime su un volto d’uomo”.
La postfazione di Juan Asensio è splendida e ricca di suggestioni e rimandi.
Michel Bernanos
La Montagna morta della vita
Hypnos
Trad. Elena Furlan
Per me anche il titolo è un enigma…a cui in pochi sembrano prestare attenzione.
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Stella Clavisque inferi maris ( dovrebbe essere così in latino) #letteraturafantastica #consiglidilettura #ottobre #michelbernanos

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